
PARTENZA SECONDO LIVELLO
Ristorante La Coldana ristoranteinsantapace, Via Privata del Costino, 5
da Martedì 22 Febbraio 2011 a Martedì 12 Aprile 2011
La tecnica della degustazione, l’enografia italiana ed internazionale.
dalle 20:30 alle 22:45
PER INFORMAZIONI E PRENOTAZIONI:
carlo.milani@aislombardia.it
da Martedì 22 Febbraio 2011 a Martedì 12 Aprile 2011
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venerdì 8 maggio 2009
lunedì 27 aprile 2009
" ROSE': IL "CUORE" DELL' ACINO "
Forse perchè da una vera passione per il vino non possono nascere le "solite" degustazioni o forse perchè è semplicemente bello, e anche di più doveroso, capire e conoscere le eccellenze della produzione vinicola. E un percorso di conoscenza vera non può prescindere dall'analizzare un prodotto nobile, interessante e spesso sorprendentemente piacevole come il vino rosato.
La nobiltà di questi prodotti si intuisce già dalla definizione proposta da Mattia Vezzola, grande enologo che è sempre un piacere ascoltare. I rosati definiti: "Il cuore dell'acino". Definizione tanto romantica quanto azzeccata.
Prodotti da valorizzare ma spesso relegati a funzione di semplici comparse sulle nostre tavole.
Ma come si ottiene un rosè ?!
Lasciamo perdere le farneticazioni di qualche fantasioso legislatore europeo, che con ogni probabilità sarà pure astemio, che vorrebbe autorizzare la produzione di rosati attraverso la semplice miscela di vino rosso e vino bianco ( fa rabbrividire solo l'idea di una tale banalizzazione); e analizziamo quelle che sono le vere pratiche enologiche.
I sistemi di vinificazione in rosato, sono principalmente due:
- la "pressatura diretta":
metodo piuttosto diffuso che consiste nel "vinificare in bianco" delle uve nere, attraverso la pressatura diretta delle vinacce fresche, effettuando contestualmente una breve macerazione per estrarre i componenti fenolici necessari ad ottenere le caratteristiche desiderate.
- la tecnica del "salasso":
prevede l'estrazione del 5-10% del mosto-vino, più o meno colorato, preparato per la produzione di un vino rosso. Si produrrà poi da una parte il vino rosato, e dall'altra un vino rosso più ricco in composti fenolici e in colore per effetto del maggior rapporto tra vinacce e parte liquida.
Nel Salento e sul Garda è poi diffusa la "vinificazione a lacrima".
Furono i greci che insegnarono ai salentini questa vinificazione che consiste in una delicata pigiatura delle migliori uve.
L' anidride carbonica, che scaturisce per effetto della fermentazione, spinge le vinacce in superficie, a questo punto si rimonta per uniformare il colore e si svina sgrondando fino all'ultima "lacrima" ...da qui sembra derivi il suo nome.
Questo tipo di operazione ha una resa veramente bassa, in quanto non supera il 55%.
Questa sera almeno due dei vini in degustazione sono ottenuti con questo sistema. Ma vediamoli tutti
- Chateau Rio-tord Cotes de Provence Rosè 2007 - Chateau Du Mont Redon (Grenache) Ottenuto da vinificazione a lacrima. Un sorprendente colore, un bellissimo e delicato petalo di rosa che sprigiona un bouquet elegantemente dolce di bon bon anglais. Un gusto leggero, forse con poco carattere, ma sempre gradevole.
- Garda classico chiaretto RosaMara 2008 - Costaripa (Sangiovese-Barbera-Groppello-Marzemino) fine nei profumi, gustoso e discretamente sapido in bocca, con più corpo e struttura del vino precedente, è risultato anche il più indicato all'abbinamento con il piatto proposto.
- Le rose di Settembre 2008 - Az. Agricola Giusti Piergiovanni (Lacrima di Morro d'Alba 100%) un rosa intenso, un colore brillante e bellissimo. Un profumo che difficilmente si può confondere: La Lacrima di Morro di sente al naso, e anche in bocca.
- Montepulciano d' Abruzzo cerasuolo 2006 - Edoardo Valentini (Montepulciano 100%) Intrigante...Un profumo intenso e complesso. Un buon impatto gustativo, con morbidezza e freschezza eleganti.
- Five Roses 65° anniversario 2008 - Leone de Castris (Negramaro-Malvasia nera). Gradevole in ogni suo aspetto.
Vi aspettiamo al prossimo evento che si terrà lunedì 18 Maggio, serata dedicata allo Champagne...
martedì 14 aprile 2009
mercoledì 8 aprile 2009
VINITALY 2009 !....IL MONDO IN BOTTIGLIA
Al di là delle solite immancabili polemiche, il Vinitaly 2009 ha chiuso i battenti di un'edizione che sa poco di crisi.
I numeri, 150.000 presenze con una fetta importante di operatori stranieri, dicono che il vino italiano gode di ottima salute.
E pensate che i soci Ais di Lodi si siano persi l' occasione di toccare con mano ?! non sia mai !!!!!
tra gli stand affollati sono stati avvistati parecchi "nasi" conosciuti intenti nell'arduo compito di capire "chi" c'era nel bicchiere in questione.
Tante degustazioni, quindi, che sarebbe bello poter commentare insieme, ma anche eventi e...tanti progetti da portare a termine, che grazie al Vinitaly sono decollati alla grande.
Primo, in ordine di tempo, la cena per il compleanno di "AIS Lodi" prevista per il 19 giugno 2009, dalle premesse quanto meno invitanti: specialità della costiera amalfitana accompagnate dagli splendidi vini della cantina di Marisa Cuomo.
La possibilità di tuffarsi per una sera nel mare dei profumi e sapori della costiera amalfitana. Imperdibile !!!
Come imperdibile sarà l'altro importante evento dell' autunno 2009, che ha avuto in fiera una bella spinta per la sua realizzazione.
Un seminario in tre serate sul taglio bordolese, tenuto dal nostro ormai caro Guido Invernizzi, e che vedrà la partecipazione del Consorzio Bolgheri che ha dato tutta la disponibilità per la buona riuscita dell'evento. E non dico altro per pura scaramanzia !
Doveroso ringraziare Marisa Cuomo e il marito Andrea, come anche l' Ing. Valdastri Paolo del consorzio Bolgheri per la gentilezza, l'accoglienza e per il tempo che ci hanno concesso.
Ci piace ricordarvi che, anche se Vinitaly è terminato, gli appuntamenti del settore non mancano. L' 1-2 e 3 maggio prossimi si svolgerà a Volta Mantovana una piccola ma bellissima fiera sui passiti, italiani e stranieri, che vi consigliamo di visitare.
E anche per questo evento ci sono già "nasi lodigiani" in movimento.....!
Per informazioni: http://www.mantovastradaviniesapori.it/
martedì 17 marzo 2009
I GRANDI VINI DELLE MARCHE
Una serata memorabile, è questo il primo pensiero che mi sovviene ripensando a giovedì 12 marzo, dove la delegazione AIS di Lodi ha organizzato una degustazione di vini autoctoni delle Marche dei produttori Giusti e Vignamato, con la fantastica partecipazione del relatore Invernizzi Guido, che ha saputo intrattenere più di 80 persone per circa due ore e mezza in modo altamente professionale......lasciatemelo dire...solo come lui sa fare!!!!
Il percorso comincia dall'azienda Vignamato http://www.vignamato.com/
rappresentata direttamente dal produttore Maurizio Ceci, con le sue "chicche", le elenchiamo in ordine di degustazione:
- Verdicchio dei Castelli di Jesi Classico "Valle delle Lame"
- Verdicchio dei Castelli di Jesi Classico Superiore "Versiano"
- Verdicchio dei Castelli di Jesi Classico Superiore Riserva "Ambrosia"
- Verdicchio dei Castelli di Jesi Passito "Antares"
Tutti vini eccellenti, ognuno per le sue caratteristiche, giusto ricordare l'Ambrosia, il Verdicchio ottenuto attraverso una lenta fermentazione e un successivo affinamento sulle fecce nobili, dal sapore deciso e duttile..... e che dire dell'Antares....è solo da provare :-)
Siamo passati poi all'azienda Giusti Piergiovanni http://www.lacrimagiusti.it/ rappresentato da Giovanni Giusti e dalla gentile consorte; dalla vinificazione in purezza delle uve del vitigno LACRIMA nascono così le sue "perle":
- Lacrima di Morro d'Alba
- Lacrima di Morro d'Alba Riserva "Rubbiano"
- Lacrima di Morro d'Alba Riserva "Luigino"
Il Lacrima di Morro d'Alba è un vitigno autoctono a bacca rossa dal quale si ottengono delle uve dotate di eccellenti caratteristiche qualitative che danno un vino di color rubino con riflessi violacei e profumi di rosa antica......degustate il "Luigino" e non ve lo scorderete mai più!!
Non voglio dilungarmi troppo, anche perchè sono convinto che vini e produttori avrete modo di conoscerli meglio solo bevendo :-) (chiaramente sempre con moderazione.....)
Un ringraziamento particolare a Mosè ed al suo staff del Ristorante La Coldana http://www.lacoldana.it/ sede dell'AIS di Lodi, che ha saputo gestire in modo "efficiente ed efficace" la sala per l'occasione...complimenti!!!!
mercoledì 4 marzo 2009
“Le Goduriose” dell’enologo Gian Carlo Soverchia: Lacrima di Morro d'ALba e Verdicchio dei Castelli di Jesi

L’AIS di LODI è lieta di invitarVi ad una serata speciale che si terrà giovedì 12 marzo, si tratta di una occasione imperdibile per conoscere la produzione enologica della Regione Marche, realtà in grande ascesa per qualità e cultura vitivinicola.
Avremo modo di degustare, nelle sue svariate “dimensioni” i seguenti vini:
Lacrima di Morro d’Alba dell' Azienda Agraria GIUSTI PIERGIOVANNI http://www.lacrimagiusti.it/
Vino che si ottiene da un vitigno autoctono antico, il Lacrima, che veniva tradizionalmente maritato all'olmo e all'acero e si coltivava nelle ricche alberate che caratterizzavano le colline del territorio di produzione. Soltanto agli inizi degli anni ottanta alcuni produttori, convinti dell'opportunità di far conoscere il prodotto e di valorizzarlo, sostenuti dalla pubblica amministrazione, sono riusciti a ridare nuovo lustro a questo vitigno. Il nome Lacrima deriva dal fatto che la buccia dell'uva, quando arriva al punto di maturazione, si fende, lasciando gocciolare, lacrimare, il succo contenuto. La buccia dell'uva Lacrima ha tuttavia uno spessore notevole, il che, in fase di macerazione, fa sì che la cessione di antociani, tannini e sostanze coloranti, sia enorme. Il vitigno lacrima, in misura non inferiore all'85%, viene vinificato in presenza oppure con l'aggiunta di uve prodotte da altri vitigni a bacca nera, non aromatizzati, idonei alla coltivazione nella regione Marche, fino ad un massimo del 15% del totale. Produzione massima per ettaro: 130 q.li per il prodotto base e passito; 100 q.li per il superiore Resa massima dell'uva in vino: 70% (per la base e il superiore); 45% (per il passito) Il vitigno Lacrima è estremamente versatile: si adatta bene alla vinificazione classica per la produzione di normali vini da pasto, va benissimo in macerazione carbonica per ottenere un novello con fragranze sopra la media ed è stupendo per la vinificazione in passito.
Verdicchio dei Castelli di Jesi dell'Azienda agricola Vignamato http://www.vignamato.com/
Come ben riportato dal sito
Per avere la denominazione Verdicchio dei Castelli di Jesi il vino deve essere prodotto con una percentuale minima di Verdicchio dell'85%. Il restante 15% può essere utilizzato da vitigni malvasia toscana o trebbiano toscano.
Verdicchio dei Castelli di Jesi dell'Azienda agricola Vignamato http://www.vignamato.com/
Come ben riportato dal sito
http://www.guida-vino.com/it/verdicchio-dei-castelli-di-jesi.html
Quando si parla di Marche nel contesto viti-vinicolo si associa subito il vino Verdicchio dei Castelli di Jesi. La storia del Verdicchio dei castelli di Jesi è tuttavia caratterizzata da alti e bassi. A momenti di vigore negli anni '60, grazie all'enorme quantità esportata, hanno fatto seguito periodi di appannamento nel decennio successivo, dovuti soprattutto alla mancanza di qualità per la grande richiesta sul mercato. Ha preso poi nuovo vigore a partire dalla metà degli anni '80, grazie all'intuizione di alcune aziende che, studiando ed esaminando cloni di Verdicchio, sono riuscite ad estrarre un vino dall'enorme personalità e longevità, dando al Verdicchio dei Castelli di Jesi un'immagine duratura e consolidata nell'ambiente viti-vinicolo mondiale.Per avere la denominazione Verdicchio dei Castelli di Jesi il vino deve essere prodotto con una percentuale minima di Verdicchio dell'85%. Il restante 15% può essere utilizzato da vitigni malvasia toscana o trebbiano toscano.
.....che dire poi del nostro relatore Guido Invernizzi......insomma, una serata da non perdere!!!!
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